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Timeless, un’altra serie TV sui viaggi nel tempo


I viaggi nel tempo sono uno dei must delle serie TV e del cinema in particolare. Produzioni come Lost, Fast Forward, Heroes, Westworld hanno utilizzato i salti temporali per narrare universi alternativi, sconvolgere le narrazioni, intricare i punti di vista e la trama. In molti sono debitori del tema a serie TV datate come Quantum Leap, che narrava la storia di un viaggiatore del tempo nella storia americana, o certamente a successi planetari come Doctor Who basato principalmente sul tema del viaggio del tempo (a sua volta “ispirato” dal romanzo La Macchina del Tempo di H.G. Wells).

Ultima di queste produzioni dei broadcast americani è Timeless. Il titolo già dà l’idea della trama dei vari episodi. Attualmente in produzione, la prima stagione vede 16 episodi già confermati e siamo in attesa di sapere se ne verrà prodotta una seconda.

La trama di Timeless è basata sulla premessa che bisogna tornare indietro nel tempo a ricercare un presunto assassino che si è impadronito di un prototipo di macchina del tempo sviluppato all’interno della NSA. Non mancano gli elementi della teoria della cospirazione: i protagonisti a un certo punto avvertono di essere entrati all’interno di un gioco più grande di loro e devono quindi muoversi all’interno di cornici temporali ben precise.

Personalmente ho visto i due primi episodi e non sono rimasto molto colpito, anche se la produzione in sé è parecchio allettante per chi è un fanatico di fantascienza. Gli stessi ideatori hanno detto di essersi ispirati a Quantum Leap, la cui premessa era quasi simile e ovviamente al classico cinematografico Back To The Future.

Il primo episodio riguarda uno degli avvenimenti che hanno catturato l’immaginazione popolare americana, nella prima metà del Novecento: il disastro del dirigibile Hindenburg a New York. La storia ovviamente viene romanzata al punto da far coincidere la “deviazione temporale” con la linea di tempo effettivamente accaduta. Anche se le modificazioni dei fatti passati generano i paradossi temporali. È interessante notare che LOST avendo più linee temporali non ha mai puntato sul paradosso temporale (del nipote che causa la morte del nonno e quindi provoca la sua scomparsa nel futuro), proprio per non cadere nel classico cliché narrativo sul quale poi inciampa Timeless. E i dati di rating in costante discesa, episodio dopo episodio, sembrano confermare questa stanchezza.

Le recensioni dei critici sono state molto buone comunque, perché l’idea di fondo (la caccia all’uomo di una persona che si muove tra vari orizzonti temporali) è accattivante. Il problema di fondo di queste serie è quello di trovare personaggi convincenti e attori che li sorreggano. C’è una tale domanda di produzioni televisive, che è sempre più difficile trovare talenti in grado di portarle sulle loro spalle. Allora non può sorprendere che grandi network come HBO, per esempio, si affidino alla sapiente arte recitativa di Sir Anthony Hopkins e Ed Harris per trascinare con successo una storia che poggia su un soggetto abbastanza rivisitato dalla fantascienza.

Non può nemmeno destare meraviglia che Timeless, come altre serie fantascientifiche, sia stata coinvolta in una causa di plagio. L’idea è vecchia e per svilupparla al meglio servono sicuramente personaggi credibili, trame non troppo banali e dialoghi convincenti. Timeless come tutte le serie TV dovrà la sua sopravvivenza alla fascia di telespettatori tra i 18-49 anni, dove è in costante discesa.

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