Panorama

Stanley Kubrick è considerato uno dei più grandi registi di tutti i tempi. In tutta la sua carriera cinematografica, Kubrick ha diretto solo 16 film, ma alcuni di essi sono riconosciuti come pietre miliari della settima arte, influenti e decisivi come pochi nella storia del cinema. I suoi film rientrano spesso nelle classifiche dei migliori di tutti i tempi, spaziando di genere in genere.

stanley-kubrickKubrick viene spesso definito come un regista inglese per via della successiva naturalizzazione britannica, ma è nato nel Bronx, a New York, nel 1928. Ricevette dal padre la prima macchina fotografica all’età di 13 anni e da quel momento sviluppò la sua passione viscerale per i soggetti e le narrazioni visive. Realizzava foto e le vendeva, diventando ben presto un fotografo provetto. Il salto dalla fotografia al cinema non fu semplice. Kubrick impiegò i suoi risparmi per produrre il suo primo documentario, intitolato Day of the Fight, dedicato al mondo del pugilato. Il mondo del cinema lo accolse tiepidamente, ma fu certamente l’incontro con la star di quel tempo, Kirk Douglas, capace di influenzare anche le produzioni di ampio respiro, a trasformarlo in un regista di richiamo internazionale, prima con Orizzonti di Gloria e poi con Spartacus, un vero e proprio colossal premiato con quattro premi Oscar.

L’esperienza col cinema hollywoodiano lo traumatizza. Con Kirk Douglas ha frequenti scontri dovuti al fatto che egli non ha il pieno controllo della produzione, nonostante i mezzi messi a disposizione. Essere in balia della star di turno non fa per lui e per questo si trasferisce in Inghilterra, dove è convinto di poter decidere liberamente il soggetto dei suoi film.

È questo il periodo più fecondo nel quale Kubrick si affranca dal marchio hollywoodiano, promuovendo una serie di capolavori considerati al vertice della cinematografia mondiale. Il primo di questi è senza dubbio Lolita, del 1962, tratto dallo scandaloso romanzo di Nabokov. Nel 1963 Kubrick mette in scena la paura atomica con un film satirico, raffinato e persuasivo come Il Dottor Stranamore, apprezzato in lungo e in largo ovunque.

Dopo quasi un lustro di silenzio arriva 2001: Odissea nello Spazio, un colossal fantascientifico, noto per il largo uso di effetti speciali, considerato a tutti gli effetti uno dei picchi non solo della carriera di Kubrick. Film che unisce cinematografia pura a filosofia e riflessione sull’esistenza e sulla solitudine dell’uomo, in pieno fiorire dell’esistenzialismo.

Nel 1971 un nuovo capolavoro, che inverte ancora una volta i canoni espressivi del cinema e crea un’ondata di proteste per la violenza urbana che vi viene rappresentata in una distopia feroce e illusoria: Arancia Meccanica, contrassegnata ancora da una volta da un successo di pubblico e critica. Kubrick chiese per l’occasione ai Pink Floyd di poter utilizzare la suite Atom Heart Mother, che gli fu comunque negata.

Dopo la grande messa in scena in costume di Barry Lindon, Kubrick riscrive completamente il linguaggio del film horror con Shining (1980) tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, che mette il pubblico a contatto diretto con le proprie angosce e disperazioni.

Il film successivo, se vogliamo, è addirittura superiore e rappresenta una denuncia aperta contro la follia della guerra. Full Metal Jacket (1987) nel quale si fa fatica a riconoscere vittime e carnefici e si critica aspramente la produzione di soldati, come fantocci e carne da macello bene istruita da mandare al fronte.

L’ultimo saluto al mondo del cinema è l’enigmatico film Eyes Wide Shut (1999) il testamento cinematografico di Kubrick, che morirà prima della sua uscita nelle sale, interpretato dalla coppia di star Tom Cruise e Nicole Kidman.