terre selvagge

Mollare tutto, anche la civilizzazione


Spesso si sente parlare di persone che hanno deciso di mollare tutto, cambiare vita, rifugiarsi in un posto lontano, isolati dai problemi e dalle noie di una vita quotidiana stressante e non soddisfacente. Ci sono esempi di persone che hanno veramente mollato tutto, lasciando da parte addirittura la civilizzazione. Mettendosi alle spalle le comodità che ci siamo dati negli ultimi due secoli, quando la nostra tecnologia ci ha consentito di vivere più a lungo, guarire da malattie che un tempo uccidevano, vivere più comodi e far fare molte delle mansioni a robot o macchine particolari. Ecco alcuni esempi illuminanti di persone famose che si sono messe il loro mondo civilizzato alle spalle:

Il pittore Paul Gauguin famoso per i suoi dipinti che ne hanno fatto un elemento di spicco del movimento post-impressionista, pensava di non essere sufficientemente apprezzato dai suoi contemporanei, problema un po’ simile ad altri suoi colleghi. La sua frustrazione e delusione fu alla base dell’incredibile decisione di lasciar perdere tutto, mettendo una distanza incolmabile tra sé stesso e tutto ciò che considerava convenzionale, volgare e artificiale. Decise di intraprendere dei viaggi in mare oltreoceano, trascorrendo il resto della sua vita insieme alle popolazioni indigene di Tahiti e delle Isole Marchesi, nel tentativo di mettersi alle spalle le piccolezze della vita moderna. In mezzo a quegli spazi immensi poté esprimersi liberamente raggiungendo probabilmente l’apice della sua pittura, che riprende proprio i temi esotici della sua vita libera, in mezzo alla gente della Polinesia.

Into the wild – nelle terre selvagge

Il giovane Christopher McCandless sognava di vivere appartato, in mezzo alla natura, tornando a uno stato primitivo, nella selvaggia Alaska, lontano da ogni elemento di civilizzazione. Essendo americano avrebbe dovuto percorrere un sentiero comune a quello dei suoi coetanei: high school, college, magari praticare qualche sport e avere un discreto successo, ragazze, laurea e lavori di tutti i tipi prima di emergere in un particolare settore. Chris era bravo, aveva buoni voti e una vita apparentemente normale. Ma a 24 anni, scocciato dalle ipocrisie della società moderna, incoraggiato dalla sua insoddisfazione verso la famiglia e lo stile di vita ordinario, decise di lasciarsi tutto alle spalle, procedendo in autostop fino all’Alaska, lo stato più selvaggio e inospitale degli Stati Uniti. Iniziò a cibarsi di ciò che trovava nella natura: bacche, pesci e quello che riusciva a cacciare. Sfortunatamente non era molto esperto di tecniche di sopravvivenza e morì di fame appena dopo tre mesi e mezzo la sua decisione, nobile, ma molto avventata. La sua vicenda è stata narrata in un film e libro omonimo. Il film di Sean Penn aveva le musiche di Eddie Vedder dei Pearl Jam e cattura perfettamente lo spirito di questo tormentato ragazzo.

Oggi chi vuole mollare tutto lo fa per difficoltà più che per inseguire uno spirito identitario. La crisi economica ha portato molti pensionati a cercare fortuna all’estero, là dove la vita costa meno e una pensione minima consente di vivere più decorosamente. I paesi dell’est Europa sono tra i più gettonati, ma non manca chi cerca una sistemazione oltre oceano, in luoghi dove ancora è possibile vivere con poco.

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