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Il grande successo delle serie TV moderne


Mai come in questa epoca possiamo dire di vivere nell’era delle serie TV. Amazon e Netflix stanno ormai facendo concorrenza nel mercato delle serie TV ai network tradizionali e alle tv via cavo americane. La BBC e i canali privati inglesi sfornano prodotti di ampio successo, come The Office e Downtown Abbey. Notevole anche lo sforzo fatto in Italia, di superare il prodotto fiction della RAI con produzioni internazionali come I Medici o come le produzioni di SKY tra le più apprezzate a livello mondiale, su tutte Romanzo Criminale e Gomorra – La serie, due prodotti che per qualità complessiva della produzione stanno al passo con The Wire, i Soprano e Breaking Bad.

Negli Stati Uniti, dove le tendenze si creano e si dettano le linee, si scontrano da tempo due tipologie di show: il drama e la comedy. Al drama appartengono serie come i Soprano, Lost, The Wire, NCIS, CSI e Scandal, per citarne solo alcune. Alla comedy appartengono storicamente serie come Seinfeld, Friends, Two and a Half Man, Everybody Loves Raymond, The Big Bang Theory.

Le differenze sono enormi e giustificano in parte il fatto che gli attori delle comedy sono tra i più pagati in assoluto.

Anzitutto le comedy tendono a essere trasmesse più sui network, cioè sui canali nazionali come CBS, NBC, ABC anche se non mancano gli esempi di grandi drama prodotti dai network come Lost di ABC (della Disney). In questo modo è chiaro che i record di audience appartengono proprio alle serie in grado di andare in onda nei network, come Seinfled, Cheers o Friends.

Il grande successo dei drama

Ovviamente i drama che vanno sui network tendono a essere più classici, meno rivoluzionari, anche se sviluppano alla grande i personaggi e finiscono per essere prodotti di notevole qualità che ottengono una syndication in tutto il mondo. Ad esempio CSI ed NCIS (quest’ultimo costantemente ai vertici nelle classifiche americane e mondiali) sono dei procedurali classici con alcune innovazioni e dei personaggi molto ben caratterizzati. Prodotti più di nicchia come quelli presentati da AMC o HBO sono visti da meno persone, ma tendono ad essere acclamati dalla critica, per la grande capacità narrativa (Breaking Bad, The Wire, Sopranos, The Shield).

Le comedy durano 20 minuti, diciamo 23 con una interpolazione pubblicitaria che serve a raccogliere il massimo della audience, che spesso tocca vette assolute come il caso di Seinfeld e Friends o nei nostri tempi con The Big Bang Theory. Avere più brevità negli episodi (ricordiamo che queste lunghezze sono uno standard) consente di avere stagioni più lunghe in termini di numero e maggior possibilità di syndication nel futuro, là dove le reti che li acquistano possono proporre anche 3 episodi per ora e riempire i palinsesti (Friends è ancora in onda su Italia 1). Il dramma dura in media 44 minuti e ci sono super-drama come Fargo e Game of Thrones che vanno a sfiorare l’ora completa, imponendosi come produzioni simili a quelle cinematografiche.

E in fatti la grande differenza è proprio qui. Il primo episodio di Lost pare fosse costato 14 milioni di dollari alla NBC. Un episodio di The Big Bang Theory che fa il doppio dell’audience, costa molto di meno perché viene girato in interni e non si devono usare effetti speciali. Game Of Thrones ha set in tutto il mondo, per non dire del costo di produzione degli effetti, in questo caso altissimo. Gli attori quindi devono prendere meno soldi, anche se poi tendono ad avere un ritorno in ingaggi, perché possono dimostrare la loro capacità. Un esempio per tutti sono Bryan Cranston e Aaron Paul, che grazie alla loro notevole interpretazione in Breaking Bad, oggi sono diventati attori di punta del cinema.

Foto: Natalie Dormer (Games of Thrones: flickr.com)

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