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Cuba e Fidel Castro nel cinema


Fidel Castro è stata una figura emblematica del ‘900, tanto che per tutto questo primo scorcio del nuovo millennio è apparso come sganciato dal tempo, isolato rispetto a un contesto internazionale che si sta velocemente modificando. Nel cinema americano e internazionale, la sua figura è apparsa diverse volte, ma qui vogliamo ricordare quei film che meglio raccontano la sua Cuba, gli anni delle crisi e del grande successo, della guerriglia e del consolidamento.

Il padrino, parte seconda (1974, di Francis Ford Coppola) – la saga della famiglia Corleone si incentra sulle vicende di Michael (Al Pacino) che trasferisce il centro degli affari a Las Vegas. Quando sta per sbarcare a Cuba e consolidare i suoi affari, il regime del tiranno Batista viene travolto. Fenomenali le scene del tradimento di Fredo in concomitanza con l’avvento dei castristi che costringe alla fuga Michael, oltre che Battista. Racconta bene L’Avana prima della rivoluzione e l’appoggio costante della popolazione ai castristi.

Nixon (1995, di Oliver Stone) il film che narra la controversa figura del presidente americano Richard Nixon, che ha dovuto ereditare la pesante eredità di Kennedy e che da vice-presidente di Eisehower fu al centro dell’intrigo politico noto come sbarco della Baia dei Porci. Va detto che Oliver Stone è stato un difensore di Castro, noto regista di sinistra, che ciecamente non ha mai voluto vedere le storture della dittatura di Fidel – a lui ha dedicato anche il film “Comandante” del 2003, con una lunga intervista inginocchiata, ripresa anche da L’Espresso in questi giorni.

Thirteen Days (2000, di Roger Donaldson) – Kevin Costner è Kenny O’Donnell, consigliere del presidente americano John Fitzgerald Kennedy alle prese con la crisi dei missili di Cuba. Il film coglie bene l’atmosfera di suspence e pericolo registrata in quei giorni negli Stati Uniti, quando Fidel Castro decise di accettare la proposta sovietica di piazzare dei missili nucleari a un tiro di schioppo dalle coste americane.

The Lost City (2005, di Andy Garcia) narra le vicende di un esule cubano e osserva la rivoluzione dall’altra parte, da quella dei democratici che si unirono a Castro, ma che non si unirono alla svolta comunista del regime. Andy Garcia è un esule cubano, così come Tomas Milian, noto in Italia per le interpretazioni nei film polizieschi degli anni Settanta, protagonisti della pellicola.

Fragola e Cioccolato (1994, di Tomas Gutierrez Alea e Juan Carlos Tabio) narra la vicenda dei “maricon”, gli omosessuali repressi dal regime di Castro alla fine degli anni Settanta. Forse il migliore tra quelli proposti.

Una lista completa qui:
http://www.imdb.com/list/ls057970104/

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